sabato 6 ottobre 2018

I mosaici dei catini absidali


MOSAICI, CATINI ABSIDALI 
IN ITALIA

In latino, abside vuol dire *arco, volta*. Usato dai Romani, solo più tardi per motivi di estetica architettonica, l'abside trova la sua espressione artistica più alta nell'architettura cristiana. 
A noi interessa il catino absidale che nelle chiese viene decorato di mosaici. 

«L'abside delle basiliche più antiche era volta generalmente a occidente (S. Pietro, S. Giovanni in Laterano, San Clemente). Fu regola nei primi tempi del Cristianesimo che il sacerdote celebrasse rivolto ad oriente e verso gli assistenti. Dal sec. V o VI le chiese bizantine ebbero invece l'abside rivolta ad oriente, come le chiese di S. Sofia a Costantinopoli e di S. Apollinare a Ravenna; nelle chiese occidentali, solo a partire dal sec. VIII le absidi furono rivolte a occidente. In altri casi gli architetti, per circostanze estranee alla loro volontà, dovettero modificare l'orientazione delle chiese» (fonte: Treccani)
«Ben noti sono i mosaici absidali della chiesa di Santa Pudenziana in Roma, delle due absidiole dell'oratorio di S. Aquilino in Milano (fine del sec. IV-principio del V), di S. Vitale a Ravenna (sec. VI), di S. Apollinare in Classe (sec. VI), [...], della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano (sec. VI), di S. Agnese fuori le Mura (sec. VII), di S. Maria in Dòmnica, di Santa Prassede, di S. Marco in Roma (sec. IX). » (fonte: Treccani)

 ROMA - S. PUDENZIANA 390 d.C. (IV sec.)


È un Cristo barbuto, che annuncia il Pantocrator: grande, giudice ma anche benedicente, seduto su qualcosa di materiale, un trono, e attorniato dai suoi. Al di sopra c'è il monte Tabor, sormontato da una croce aurea e gemmata. Più sopra, tra le nubi realistiche e il Cristo, c'è la città di Gerusalemme. L'arte romana non è ancora cancellata dall'astrazione bizantina. Delle due donne ai lati del mosaico, c'è chi sostiene siano  Pudenziana e sua sorella Prassede e chi vede in loro i due ceppi del cristianesimo: l'Ecclesia ex gentibus (romana) e l'Ecclesia ex circumcisione  (ebraica), che sono evidentissime nella chiesa di Santa Sabina, sempre a Roma. 
Il restauro è molto evidente, quasi imbarazzante.


MILANO - S. AQUILINO (VI sec.)



Nella cappella della basilica di S. Lorenzo a Milano, questo mosaico su fondo oro appartiene al VI secolo. Il Cristo filosofo tra filosofi è imberbe ma Re e magister. Ai piedi del trono le Sacre Scritture e lui consegna le sue leggi. L'oro offusca la vista, come la luce in paradiso.
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RAVENNA -    S. VITALE  525 d.C. (VI sec.)



Cristo imberbe, apollineo, vestito di porpora, siede sulla sfera del mondo attorniato dagli arcangeli, da S. Vitale e dal vescovo Ecclesio.

RAVENNA - S. APOLLINARE IN CLASSE 549 d.C. (VI sec.)


Cristo imberbe e buon pastore, col suo gregge di fedeli, sitrasfigura sul monte Tabor. Si mutano le vesti di colore, divenendo candide, e appaiono accanto a lui Elia e Mosè (riferimento al Vangelo secondo Matteo, 17, 1-4). La croce è gemmata nel cielo; gli agnelli rappresentano i tre apostoli Giovanni, Giacomo e Pietro. Un prato verde con rocce, fiori e alberi raffigura la Creazione. Tutto è stilizzato, aulico, bizantino.

ROMA - SS. COSMA E DAMIANO 530 d.C. (VI sec.)



«Il catino dell'abside fu decorato intorno al 530 a mosaico con una scena rappresentante l'accoglienza nei Cieli dei due santi titolari della chiesa. Al centro domina la figura del Cristo con un rotolo nella mano sinistra e con la destra indicante una stella, rialzato rispetto alle altre figure e poggiante su nuvolette rosse e bluastre, che invadono anche il cielo blu alle sue spalle, mentre ai suoi lati su un idilliaco praticello si dispongono Paolo, san Cosma e pap a Felice IV che offre il modellino della chiesa a sinistra e, a destra, Pietro, san Damiano e Teodoro. Nel tamburo sottostante sono rappresentati gli apostoli sotto forma di pecore.  La svolta successiva del mosaico romano sarà infatti del tutto più consona all'astrattizzazione d'influenza bizantina (absidi di Sant'Agnese o Santo Stefano Rotondo), ciò che fa di questo mosaico forse l'ultimo capolavoro della pittura romana paleocristiana».   (fonte: Mosaici a Roma e Ravenna. V e VI sec., https://worldapart.forumfree.it/?t=61070522)




ROMA - S. AGNESE FUORI LE MURA  630 d.C (VII sec.)

 L'abside è rivestita di marmo cipollino, il mosaico raffigura  Sant'Agnese e i papi Simmaco ed Onorio:  tre figure isolate, immateriali, su fondo oro, tipico esempio della influenza bizantina nell'ambiente romano. «Questa composizione inaugura un nuovo spirito di venerazione dei santi, titolari dei luoghi di culto, che si andava diffondendo sull'esempio della decorazione musiva ravennate della basilica di Sant'Apollinare in Classe, dove per la prima volta un santo, nella sua gloria, era stato raffigurato nel catino absidale. La figura di sant'Agnese, nelle sue qualità sacrali, s'iscrive nel ruolo di protagonista: creatura celestiale, ammantata da una stola gemmata. Ai suoi piedi ci sono due globi di fuoco e la spada, strumento del suo martirio». (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Sant%27Agnese_fuori_le_mura)

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VIDEO COI MOSAICI DI RAVENNA 



GALLA PLACIDIA

 Si trova verso la porta d’ingresso il Redentore, il Cristo ha per scettro la croce. Ritratto con sei pecorelle in un paesaggio quieto e bucolico, Cristo è ritratto nella sua piena regalità, giovane e imberbe, domina il tempo e la storia.

Da approfondire:
BATTISTERO NEONIANO O DEGLI ORTODOSSI
BATTISTERO DEGLI ARIANI

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