domenica 23 agosto 2009

Giacomo Balla: Dinamismo di un cane al guinzaglio


Giacomo Balla (1871-1958)

Si può parlare del Futurismo senza tirare in ballo il Fascismo?
Si può parlare di Giacomo Balla senza tirare in ballo il Futurismo?
Credo che ancor oggi la risposta sia no a entrambe le domande.

Ci pensavo l'altro giorno, mentre leggevo l'articolo di una giornalista americana sulla New York Review of Books, sulle profonde differenze tra il Pinocchio collodiano e quello di Disney. Mi dicevo: Tutta roba che so da una vita, perché scrivere qualcosa che sanno tutti?

Ma tutti chi, mi son detta poi? Quelli della mia generazione, con la mia cultura. E se uno è straniero o giovane? Bisogna per questo smettere di dire e informare? Fosse stato così per me, che avrei saputo di Omero, Foscolo o di Shakespeare e Stendhal?
Giusto. Ecco perché allora ancora oggi, anche se è possibile parlare di Balla senza menzionare la "macchia" della sua adesione al (più difficile parlare del Futurismo senza menzionare il) Fascismo, occorre dire tutto. Per rispetto storico.

E dunque. Parliamo di un quadro strano, un quadro - come tutti quelli futuristi - à thèse, che personalmente non conoscevo fino a poco tempo fa (di Balla, avevo in mente Lampada ad arco, 1909-11, Velocità d'automobile, 1913; Mercurio passa davanti al sole, 1914, e altri, sempre più astratti).

Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912, 90 x 110, olio su tela, Buffalo, USA) unisce - ma anche concilia - di già nel titolo i due interessi precipui del futurismo: il senso del movimento che agisce nella vita (cose, animali e persone) di tutti i giorni.

In primo luogo perché il Futurismo è un'avanguardia. Ed è un'avanguardia che si preoccupa di rappresentare la vita moderna, contemporanea. Poiché a Balla la vita del suo tempo, agli inizi del XX secolo, appare diversa, appunto "moderna", l'artista dovrà ricorrere a nuove tecniche figurative per rappresentare una nuova realtà. Per i futuristi, il movimento e la velocità di tale movimento sono le caratteristiche salienti del principio del XX secolo. Ecco allora che i suoi quadri "descrivono" la velocità di un'automobile e/o di una motocicletta, di un treno. La tecnica impiegata è quella della cronofotografia (che però è una tecnica scientifica e non artistica), la quale studia i movimenti degli esseri umani e animali. Utilizzata in fotografia e al cinema, tra l'altro (L'amore per la fotografia se lo portava appresso da prima che aderisse al futurismo).
Metto di seguito un esempio di cronofotografia:

Balla la applica a un cagnolino portato a spasso (presumibilmente) dalla sua padrona e con la nuova tecnica, la quale qui non snatura - come l'astrattismo - l'oggetto del dipinto (è un olio, non una foto!) realizza un'opera plastica che restutuisce la sensazione del movimento del cane tenuto al guinzaglio durante la passeggiata.

Sono riuscita a non parlare né di fascismo né della "macchia" che perseguita Giacomo Balla in quanto aderente al Fascismo.





2 commenti:

AngySugar ha detto...

zia ti lascio un commentino per ringraziarti!!!
Mi piace quest'altro tuo blog, non sapevo lo avessi!! :) bacio!!
Angy

Artemide Diana ha detto...

Sì, se vuoi poi, altrove parlo del Futurismo e del Fascismo.