venerdì 30 ottobre 2009

Le figure di stile più ricorrenti

Jacqueline Spaccini ©2009

-->N.B. Premesso che c'è differenza tra figure di stile e figure retoriche, qui per comodità utilizzeremo un unico termine, figure di stile. Ce ne scusiamo con i puristi.

Alcune figure di stile

di
Jacqueline Spaccini


destinato ai miei studenti di:
L1 - IT3A Méthodologie documentaire universitaire
LV2 - non spécialistes - IT8 Littérature italienne contemporaine


VIDEO da IL POSTINO [Massimo Troisi e Philippe Noiret], soprattutto a partire da 2'55" [se non si apre, clicca qui ]

Ho iniziato con una figura di stile semplice. Forse la più usata da tutti noi, tutti i giorni, senza nemmeno accorgercene.

Nell'estratto del film, Philippe Noiret (che interpreta il ruolo del poeta cileno Pablo Neruda) dice a Massimo Troisi (il postino) che quando usa l'espressione "come una barca sbattuta dalle (sue) parole" ha fatto una METAFORA. Non è vero, la sua è una SIMILITUDINE (o ANALOGIA). Ma si assomigliano parecchio, basta togliere il *come*.
Es.:

Tu es le soleil de ma vie (You're my Sunshine) = metafora
Tu sei bella come il sole = analogia

Troisi dice anche che "il mondo intero (eccetera eccetera) è la metafora di qualcosa". Figura anche questa, ma non metafora. Lo vedremo dopo.

E continuo con queste due figure e con lo stesso film (capolavoro di poesia)


VIDEO
da IL POSTINO [Maria Grazia Cucinotta (Beatrice, la ragazza amata da Mario) e la zia]
Se non si apre, clicca qui.
Qui, l'anziana signora dice alla giovane Beatrice - che ha nel cuore la poesia scritta dal postino (in realtà è una famosa poesia di Neruda) - di diffidare delle parole e delle metafore, quando "un uomo vuole toccarti con le parole". Ecco questa sì, è una metafora!

Torniamo alla poesia del postino e rintracciamo le figure di stile in essa contenuta (sono due, in realtà)


Il tuo sorriso si espande come una farfalla sul tuo volto;
il tuo riso è come una rosa, una lancia che si sfila, un'acqua che prorompe;
il tuo riso è un'onda d'argento repentina


Ho sottolineato in qualche modo le figure che voglio sappiate ritrovare da soli, alla fine di questa lezione.
Per adesso, questo brano di poesia lasciamolo qui, solo soletto. si farà compagnia da sé.

Vado per ordine alfabetico
(MA METTO ACCANTO GLI AFFINI E GLI OPPOSTI).


ALLEGORIA
:
Allegoria in greco significa "dire altro".
C'è allegoria quando un'immagine (evocata figurativamente o testualmente) esprime un concetto ideale, morale o religioso. Ovvero, c'è allegoria quando un'immagine, un'opera o un'espressione vuole esprimere altro.
Es. di allegoria:

Letteratura: Le Roman de la Rose (metà del XIII secolo)
Il poema ha la forma di un sogno allegorico. Il poeta si sveglia un mattino di maggio (la primavera è la stagione topica dell'amore) e si addentra in un giardino meraviglioso - un locus amoenus - dove attraverso lo specchio di Narciso, vede riflessa la rosa di cui si innamora.


photo Jacqueline Spaccini ©2009
-->
Tutto il poema narra le imprese dell'amante per conquistare la rosa, allegoria della donna amata. Alla fine con l'aiuto di Venere, egli riuscirà a penetrare nel castello e a consumare l'atto d'amore.

Pittura.
Es. L'allegoria della pittura di Jan Vermeer


Vienna, 1666

Sintagma: antica lupa = avarizia; piede straniero = occupazione della patria da parte del nemico; laddove il sole non batte = il fondoschiena (derrière, postérieur, fesses).


ALLITTERAZIONE:
-->Allitterazione in latino significa “allineare le lettere”. Significa ripetere una lettera, una sillaba o un suono all’inizio o all’interno della parola successiva [esempio: Marilyn Monroe (lettera *m*), Coca-Cola (sillaba -co) fascismo fashion (suono =
-->).
Esempi di allitterazioni in letteratura (poesia)
E caddi come corpo morto cade. (Divina Commedia, Inferno, canto V)
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge (Ugo Foscolo, Alla sera, verso finale)
3. effetti (voluti) dell’allitterazione
le consonanti dal suono secco (g, c e s) evocano una sensazione di durezza.
le consonanti dal suono dolce (v e l) evocano una sensazione di morbidezza, piacere.
La consonante r evoca un senso di ribellione, ribollimento dell’anima
la vocale a evoca un senso di ampiezza.
la vocale u evoca un senso di gravezza.
la vocale i evoca un senso di chiarezza.

ANAFORA:
Ripetizione di parola o di gruppo di parole all'inizio di una frase o di un verso
Es. Per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore, per me si va tra la perduta gente (Divina Commedia, Inferno)

ANALESSI
(riguarda la sintassi):
in greco significa “prendo nuovamente”
L’analessi o retrospezione (la parola inglese flashback è impropria perché è un’analessi cinematografica), consiste nell’evocazione di un evento o fatto precedente al momento in cui si racconta, avvenuto nel passato. È molto frequente.
Esempio: numerosissimi nei romanzi (soprattutto autobiografici, ma non solo)
Quand’ero bambino… Durante la mia infanzia…Ero nato ad Alba…
Esempio illustre: A la Recherche du temps perdu di Marcel Proust:

Longtemps je me suis couché de bonne heure.
Parfois, à peine ma bougie éteinte,
mes yeux se fermaient si vite ù
que je n'avais pas le temps
de dire : "Je m'endors".

PROLESSI
(riguarda la sintassi):
in greco significa “ prendo prima”. Poco frequente nella narrativa.
Anticipa un evento, un’azione che dovrebbe venir dopo rispetto alla storia che si sta narrando. È anche detta flash-forward.
Esempi: vent’anni dopo, avrei rincontrato quell’uomo che da bambino non avevo capito essere mio padre…


VIDEO: Minority Report [Je vous arrête pour le futur meurtre], 2002 Se non si apre, clicca qui

CATACRES
I:
1. In greco significa “abuso, uso improprio”.
C’è catacresi quando si usano parole (figurate) non adeguate al sostantivo di riferimento, ma che ormai sono entrate nell’uso comune.
2. Esempi di catacresi:
I bracci del candelabro
Il dorso della montagna/collina
Il collo della bottiglia
La gamba del tavolo
I denti della forchetta

ELLISSI:
in greco significa “mancanza”
L’ellissi consiste nell' eliminazione all' interno di un particolare enunciato, di alcuni elementi (che il lettore può solo immaginare o di cui può anche non rendersi conto).
Effetto: di sorpresa, e quindi sveglia l'attenzione del lettore che è portato a soffermarsi maggiormente sul testo (soprattutto se il testo è un giallo [noir, policier o un thriller]. Serve principalmente a mettere in rilievo una parte importante.


VIDEO : LA VITA E' BELLA (1997) USO DELL'ELLISSI (morte non mostrata)
(se non si apre, clicca qui)
EUFEMISMO
:
in greco significa “dolce suono”
figura retorica adoperata per attenuare una espressione ritenuta troppo cruda, irriguardosa o volgare come ad esempio, quando si parla di morte
esempio: ieri è scomparso…; annunciamo la perdita di…; è venuto meno all’affetto dei suoi cari…
esempio: personale in esubero cioè in numero eccessivo, cioè lavoratori da licenziare

IPOTIPOSI:
in greco significa “effigie, immagine + sotto”
descrizione talmente efficace di una cosa che a chi ascolta (o legge) pare di vederla davanti agli occhi. (cfr. il brano Omertà di Sciascia, incipit di Il giorno della civetta)
in pittura:

IPOTIPOSI PITTORICA 

IRONIA:
In greco significa “dico il contrario di quello che penso”
consiste nell' affermare una cosa che è esattamente il contrario di ciò che si vuole intendere. Si tratta di un tipo di comunicazione che richiede nel lettore e nell'ascoltatore la capacità di cogliere l'ambiguità sostanziale dell'enunciato.
esempi: Sei furbo, tu! (invece si vuole dire all’altro che non è per niente furbo)

LITOTE:
in greco significa “semplicità”
Consiste nell’attenuazione di un concetto mediante la negazione del contrario, come nella frase non ti odio (ti amo?) - non è male (è bene/è cosa buona) - non è bello (è brutto)– non essere un’aquila (= essere sciocco). A differenza dell’eufemismo, esige sempre il “non”.

METAFORA:
in greco significa “(io) trasporto”
(trasposizione) sostituzione di un termine con una frase figurata legata a quel termine da un rapporto di somiglianza, ad esempio:
la verde età (l’infanzia); la signora in nero (la morte); la fiamma (passione) del mio amore; sei una volpe (furbo); siete il sale della terra (dal Vangelo: il senso). Spesso quando sogniamo il nostro inconscio/subconscio/super-Io ricorre alla metafora. Da qui, l’analisi dei sogni.

SIMILITUDINE (o ANALOGIA):
in greco significa “rapporto proporzionato”
Consiste in un paragone tra immagini, cose, persone e situazioni, attraverso la mediazione di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (come, simile a, a somiglianza di, quasi).
Es. È furbo come una volpe.

METONIMIA:
in greco significa “invece del nome; cambiamento del nome”
Consiste nell'usare il nome della causa per quello dell'effetto, per esempio:
- l’autore per l’opera: leggere Manzoni
- il produttore per il prodotto: bere un Martini; indossare un Armani;
- la materia per l’oggetto: mettere la città a ferro e a fuoco (usare le spade e incendiare tutto)
- il simbolo di colore (per appartenenti a un partito o a una squadra di calcio): i Verdi (coloro che credono nel partito degli ecologisti), i giallorossi (i giocatori o i tifosi della squadra di calcio della Roma che hanno le divise giallorosse)
- il luogo per l’istituzione: la Farnesina (il ministero degli affari esteri); l’Eliseo (il presidente della repubblica francese); il Vaticano (il Papa), etc.

SINEDDOCHE:
in greco significa “prendo insieme”
Esprime: la parte per il tutto (vela invece di nave); il tutto per la parte (una borsa di foca, per indicare una borsa fatta di pelle di foca); il singolare per il plurale e viceversa (l'italiano è molto sportivo; l’Europa tutta va in guerra – T. Tasso La Gerusalemme liberata); il genere per la specie (mortale per l'uomo).

OSSIMORO:
in greco significa “acuto[=intelligente]-sciocco”
Consiste nel mettere insieme, nell’unire, nell’avvicinare due concetti discordanti.
Esempi: paradiso infernale, ghiaccio bollente, un silenzio assordante, dolcemente amaro, un vento immoto, un urlo silenzioso, etc.

PARONIMIA:
in greco significa “vicino al nome”
Indica l’accostamento tra due (o più) parole dal suono simile ma dal significato differente.
Esempio: traduttore traditore (traducteur = traître, ma in francese non c’è paronimìa)
In generale, la paronimia è spesso non voluta. E dà luogo a fenomeni di comicità… (sbagli di parole) Esempio: istigare (= inciter, pousser à une action - avec un sens négatif) una certa curiosità (invece di: instillare [= instiller, inspirer – avec un sens positif] una certa curiosità)

PRETERIZIONE:
in greco significa “passare oltre; omettere; passare sotto silenzio”
Consiste nel fingere (= feindre) di voler tacere ciò che in realtà si dice.
Esempi: Non ti dico il calore, l'affetto, la cordialità con cui siamo stati accolti. Non ti dirò: avevo ragione io…
È inutile (superfluo) sottolineare il valore/l’importanza del…

PROSOPOPEA O PERSONIFICAZIONE:
in greco significa “aspetto di/della persona”
Consiste nel far parlare un personaggio assente (cf. video “in abstentia”) oppure morto (nell’Odissea, per esempio) o anche cose astratte (Gloria, Natura, Morte) e inanimate (Sole, Luna) come se fossero persone reali.

La danza macabra (Pinzolo, particolare)

Nel cinema:
Ingmar Bergman Il Settimo Sigillo (personificazione della morte)


VIDEO: IL SETTIMO SIGILLO (1957)
ANTROPOMORFIZZAZIONE:
in greco significa “con forma umana”
in questo caso sono gli animali che parlano e sono rappresentati come esseri umani.
Esempi tipici: nelle favole di Esopo (greco), Fedro (che traduce in latino le favole di Esopo) e La Fontaine (che traduce in francese le favole che Fedro ha tradotto da Esopo).

La cicala e la formica
La Cicala che imprudente
tutto estate al sol cantò,
provveduta di niente
nell'inverno si trovò,
senza più un granello
e senza una mosca in la credenza.
Affamata e piagnolosa
va a cercar della Formica
e le chiede qualche cosa,
qualche cosa in cortesia,
per poter fino alla prossima
primavera tirar via:
promettendo per l'agosto,
in coscienza d'animale,
interessi e capitale.
La Formica che ha il difetto
di prestar malvolentieri,
le dimanda chiaro e netto:
- Che hai tu fatto fino a ieri?
- Cara amica, a dire il giusto
non ho fatto che cantare
tutto il tempo. - Brava ho gusto;
balla adesso, se ti pare.
ma anche:

LE RENARD ET LE PETIT PRINCE
(la volpe e il piccolo principe)

QUI
il discorso (in francese, ma si può avere anche in inglese o in tedesco)
tra la volpe e il Petit prince di Saint-Exupéry




VIDEO: La storia infinita (1984)



(Se non si apre, clicca qui )

ZOOMORFIZZAZIONE:
in greco significa “con forma animale”
è il contrario dell’antromorfizzazione: è l’uomo che è rappresentato come un animale.


Esempi: Rosso Malpelo (1880, novella di Giovanni Verga)
Al mezzogiorno, mentre tutti gli altri operai della cava si mangiavano in crocchio la loro minestra, e facevano un po' di ricreazione, egli andava a
rincantucciarsi col suo corbello fra le gambe, per rosicchiarsi quel po' di pane bigio, come fanno le bestie sue pari, e ciascuno gli diceva la sua, motteggiandolo, e gli tiravan dei sassi, finché il soprastante lo rimandava al lavoro con una pedata. Ei c'ingrassava, fra i calci, e si lasciava caricare meglio dell'asino grigio, senza osar di lagnarsi


SINESTESIA:
in greco significa “percepire insieme”
Consiste nell’avvicinare un sostantivo e un aggettivo che esprimono due sensazioni (mi riferisco ai 5 sensi: vista, olfatto, udito, tatto, gusto) diverse.
Esempi: fredde luci (tatto + vista); oscura voce (vista + udito); urlo nero (udito + vista)

E torniamo alla poesia di Pablo Neruda:


Mi piaci quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca. Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.


Siccome ogni cosa è piena della mia anima tu emergi dalle cose, piena dell'anima mia. Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima, e assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante. Sembri lamentarti, farfalla che tuba. E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge: lascia che io taccia con il silenzio tuo.

Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio chiaro come una lampada, semplice come un anello. Sei come la notte, silenziosa e stellata. Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente. Distante e dolorosa come se fossi morta. Poi basta una parola, un sorriso.

E sono felice, felice che non sia vero.

Jacqueline Spaccini ©2009
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