domenica 17 maggio 2009

Senso di Camillo Boito. Analisi del racconto.

per gli studenti del corso IT12B2 CIVI
Allinea a sinistra

Senso di Camillo Boito.
Analisi del racconto

Jacqueline Spaccini

Ho già parlato qui di Senso di Camillo Boito.
Ma in quel post mi soffermo di più sul film e su alcuni richiami pittorici voluti da Luchino Visconti.

1. Oggi invece analizzeremo il racconto. Voi leggete qui e poi studiate, rispondendo alle domande che troverete qui disseminate (dalla lettera A alla lettera R).
2. Vi chiederò poi di andare a verificare le somi/dissimi/glianze con il film (vedete il film e leggete il post cui faccio riferimento più sopra).
3. In classe, infine, mi direte - preparatevi un canovaccio scritto - qual è il vostro parere circa l'icasticità[1] dell'uno e dell'altro Senso.

Fase 1. Sia data la lettura del racconto. Cliccate qui.

Qualche cenno biografico.

Camillo Boito (1836-1914), architetto, fratello maggiore del compositore e poeta Arrigo, figlio di una contessina polacca, sarà per 48 anni professore di architettura presso l'Accademia di Brera (Milano).
Se il fratello minore Arrigo è uno scapigliato (come lui, d'altronde), mazziniano patriota e garibaldino (ma contro la rivoluzione e tutto sommato abbastanza conservatore), che dire di Camillo, sposato in seconde nozze con la marchesa Madonnina Malaspina?
Nel 1848, a soli 12 anni , combatte accanto al padre Silvestro (un pittore dedito al gioco e forte bevitore che morirà in circostanze misteriose) nella difesa di Venezia. Inizierà a lavorare come professore giovanissimo, potendo così mantenere il fratello Enrico (che ha mutato il suo nome in Arrigo) negli studi musicali. Frequentano entrambi un salotto di artisti in cui fanno la conoscenza di Giuseppe Verdi, Alessandro Manzoni e Aleardo Aleardi (nonché quegli artisti che costuiranno insieme con i due fratelli il movimento artistico-letterario della Scapigliatura[2] milanese). Ma basta con la biografia, serviva solo per contestualizzare l'autore. Passiamo direttamente all'analisi del testo.

Padova Museo Civico del Santo
lo scalone d'accesso progettato da Camillo Boito
photo by Michele Zambon (clicca qui)

FASE 2 e 3. Respectez les consignes.

Reperite:
A. tutti i nomi dei personaggi
B. i luoghi in cui si svolge l'azione
C. il contesto sociale

Ciò fatto, andiamo all'analisi del testo.
Dopo aver appreso la descrizione fisica della protagonista nonché la sua età, il lettore si trova confrontato a questa frase che Boito le mette in bocca:

Alla inquietudine, che rode la mia anima e che lascia quasi intatto il mio corpo, s'alterna la presunzione della mia bellezza: né trovo altro conforto che questo solo, il mio specchio.

Riecheggerà in voi - o perlomeno in coloro che lo hanno letto - il concetto base del romanzo The Picture of Dorian Gray (il ritratto di Dorian Gray) di Oscar Wilde. Da una parte, l'estetica che prende il sopravvento e mette a tacere l'etica; dall'altra la sottolineatura - da parte dell'autore Boito - della superficialità e della morbosa volontà di autoaccentramento su di sé di colei che racconta la storia (e di cui ancora il lettore ignora tutto, eccezion fatta per il nome).

Quando la storia prende finalmente l'avvio, il lettore si rende conto che in realtà si tratta di un flashback (in termini di analisi narratologica, di un'analessi), giacché la protagonista racconta un evento avvenuto sedici anni prima ["addietro", dice il testo; cioè, seize ans plus tôt].

D. Controllate qual è l'escamotage narrativo, l'artificio, cui ricorre Boito per giustificare il fatto che la protagonista metta per iscritto l'evocazione del passato.

E. Ora andate a commentare il seguente passaggio (vi darò un piccolo aiuto):

Il mio sguardo non teme nessuno spettacolo; c'è nella mia debolezza una forza audace; somiglio alle Romane antiche, a quelle che giravano il pollice verso terra, a quelle di cui tocca il Parini in una ode... non mi rammento bene, ma so che quando la lessi mi sembrava proprio che il poeta alludesse a me.

In questo breve passaggio ci sono alcune figure di stile (metafora, ossimoro, analogia...), ma v'è anche un'allusione a Parini che dovete andare a ricercare per comprendere la frase finale (... che il poeta alludesse a me).
Indizio: A Silvia (quella del Parini, non del Leopardi, ovviamente).
Poi tornate qui.

Boito esagera e Verga aborirebbe (per non parlare di Flaubert): l'autore giudica, mettendo in bocca alla donna parole che la [auto]condannano (moralismo pretestuoso, lo avevano già fatto Laclos, Baudelaire e lo stesso Flaubert - e per ciò stesso - non avendo ingannato per nulla i censori, erano stati condannati).
Del resto, è la cosiddetta regola del gioco per narrare una storia per quei tempi (e non solo) licenziosa, sensuale (d'altronde il titolo del racconto... ne suggerisce di già l'idea).

La descrizione del coniuge (fisicamente, ricorda la figura corpulenta di Vittorio Emanuele II, ma di certo è un caso), per quel che è delle sue buone e cattive qualità, contiene un passaggio importante laddove dice che egli (il marito di Livia) è violento verso i timidi e pauroso in faccia ai violenti.
Chi di voi ha letto o studiato i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e letta la descrizione del curato, quel vaso di coccio tra vasi di ferro qual è Don Abbondio[3], capirà subito a che cosa voglio alludere. Voialtri studenti, limitatevi a:
F. osservare attentamente come i due coniugi sono descritti dall'autore - fisicamente e moralmente - nonché quale è lo sguardo della moglie sul marito (per comprenderne il successivo tradimento).

A completare il ritratto psicologico della contessa Livia, c'è un passaggio che la apparenta in qualche modo alla celeberrima Marquise de Merteuil di laclosiana memoria, una sorta di femminista avant la lettre. Ce lo proverebbe quella sua affermazione in cui paradossalmente per acquistare la sua libertà, decide di sposare il primo (con qualche soldino, ovvio) che la chieda in moglie.
Non è un controsenso: se studiate gli usi e costumi civili del XVIII e soprattutto - per le donne borghesi - del XIX secolo, capirete perché tutto ciò è addirittura logico.

Nel film di Visconti si fa un gran parlare di Risorgimento, di ideali, dell'Italia unita, di battaglie, di nemico austriaco... ma nel racconto?
C'è ben poco. E quel che c'è, è quasi derisorio.
Esempio:

A sedici anni avevo assodata già la mia fama scherzando con l'affetto di un bel giovane del mio paese e disprezzandolo poi, sicché il misero tentò di uccidersi e, guarito, scappò da Trento [luogo in cui risiedeva Livia, n.d.r.] in Piemonte, e si arruolò volontario, e in una delle battaglie del '59, non mi ricordo quale, morì. Ero troppo giovane allora per sentirne il rimorso; e dall'altra parte i miei genitori e parenti e conoscenti, tutti affezionati al governo dell'Austria, che servivano fedelmente quali militari e impiegati, non avevano trovata altra orazione funebre al povero esaltato se non questa: - Gli sta bene [4].

Giovanni Fattori

Naturalmente, quando un autore fa parlare in questo modo un suo personaggio, ha una duplice mira: da una parte restituirne l'abiezione, dall'altra suscitare presso il lettore un ribrezzo prepotente verso tali sentimenti.

La giovane donna ha fatto (e farà) della sua bellezza un'arma. A mezza strada tra Artemide (Diana), la dea che allontana da sé gli uomini e Crimilde, la strega di Biancaneve, Livia passa il suo tempo a rimirarsi allo specchio e a far soffrire i suoi soupirants.
Boito convoca per lei tutta una serie di metafore: sole/satelliti, fortezza inespugnata, regina/corte e così via.

Alida Valli, interprete della Livia del Senso viscontiano

Quale altra abiezione possiede questa donna? Tra tutti gli uomini che la attorniano, a lei piacciono quelli abietti come lei, preferibilmente belli e vigliacchi. Ecco così fare il suo ingresso nel racconto il giovane ufficiale austriaco Remigio Ruiz.
G. Rilevate a quali personaggi storici o mitologici viene apparentato Remigio, per comprendere le similitudini tra i due protagonisti del racconto[5].
H. Rilevate il primo atto di viltà di Remigio (quello che spiace persino agli occhi di Livia).
I. In base al testo, potreste dire se quello che muove Livia verso Remigio è amore? In caso di risposta negativa, a quale altro tipo di sentimento si apparenta?
J. Perché Remigio viene destinato in Croazia? Il testo vi fa allusione, ma chiede al lettore di interpretarne il senso. E allora chiedo anch'io a voi di interpretarlo.
K. Ricorre una certa parola, più volte. La parola è *dea*. Vi siete fatti un'idea del tipo di rapporto che Livia vuole instaurare (o addirittura instaura) con gli uomini? In che cosa Remigio fa eccezione? E perché?
L. Altra parola che ricorre è *galante*, con significato spregiativo. Mi spiegate l'origine etimologica della parola?
M. Spiegate il rapporto che esiste tra estetica ed etica in Livia, a partire da questo suo pensiero: quanto più il suo [di Remigio, n.d.r.] cuore appariva basso, tanto più il suo corpo splendeva bello.
N. Garibaldi e i suoi demonii rossi, dice la contessa Livia [che prende il cognome Serpieri nel film di Visconti]: i pensieri di Livia sono patriottici?

Remigio giunge all'atto più codardo della sua vita, anzi ne condensa parecchi assieme (ricordate quando è ambientato il racconto e quando è scritto. Rammentate che Boito a 12 anni partecipava alle barricate con suo padre); non soltanto subdolamente non parte per la guerra, ma:
1. non vuole apparire come disertore (sennò lo fucilano);
2. chiede i soldi a una donna (Livia, appunto);
3. per ottenere il denaro giura alla donna di amarla. Livia lo considera un vero uomo (lo dice nel racconto) in realtà, lei confonde la nozione di uomo con quella di maschio (sessualmente parlando e solo sessualmente parlando);
4. umilia questa stessa donna con un'altra (di rango inferiore: doppio scacco per una donna, all'epoca).

Lo sguardo umiliante per Livia:
O.
rintracciate quel che è scritto del mozzo di stalla e dello sguattero, delle famiglie nobili trentine, dell'ufficiale boemo.
Quando Livia, ormai consapevole degli inganni di Remigio si appresta a fare il suo dovere di suddita fedele dell'Austria[6], incontriamo la figura del generale Hauptmann.
P. Dite quale scena viene evocata e spiegate perché fa da contrasto con quella di Remigio (e del ménage della stessa contessa)
Q. Livia passa dalla condizione di dea a quella di Messalina. Spiegate la differenza.


A distanza di 16 anni, dopo la fucilazione di Remigio (che nel film di Visconti dà àdito a ben altro finale), la contessa Livia viene così apostrofata da un suo spasimante: Livia sei un angelo!
R. Commentate il sarcasmo con il quale Camillo Boito chiude la novella.

Jacqueline Spaccini
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Per i cenni biografici:
cfr. Camillo Boito, Storielle vane (1876). Bologna, Pendragon, 2007 (a cura di Chiara Cretella) o anche la versione di La Repubblica (cfr. foto in alto).
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[1] La parola *icasticità* e l'aggettivo *icastico* non hanno a propriamente parlare un aderente corrispettivo in francese. Sostituite con i sinonimici *efficacité*; *efficace*, *incisif*, *vigoureux*, etc.
[2 ] Scapigliatura è l'adattamento italiano, il tentativo di corrispondere al termine francese «bohème», da intendersi come vita disordinata e anticonformista di quei personaggi artistici e parigini contenuti nel romanzo Scènes de la vie de Bohème (1847-1849) di Henri Murger e ne La Bohème galante (1852) di Gérard de Nerval. Trattandosi di artisti che vivevano senza regole, al di fuori delle strutture borghesi, scapigliato (cioè coi capelli non perfettamente pettinati) dava l'idea di questo disordine intellettuale. Comunque Scapigliatura fu la traduzione che lo scrittore, giornalista e patriota Cletto Arrighi dette della parola Bohème. Il movimento fu un fenomeno essenzialmente milanese.
[3] Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno s'era accorto, prima quasi di toccare gli anni della discrezione, d'essere in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.
[4] Come se uno dicesse: Tant pis pour lui ! ça lui apprendra...
[5] Non dimenticate la grande differenza che c'è tra la versione letteraria (e originale) di Boito e la versione cinematografica di Visconti: l'età della protagonista.
[6] che contrasta con la delazione, considerata un'infamia e l'opera sua [la denuncia di Livia, n.d.r.] un assassinio.

1 commento:

Audiolettori ha detto...

Se vi manca il tempo materiale per leggere il libro, vi consiglio di ascoltarlo! Presso il Club degli Audiolettori ( http://www.audiolettori.it ) è possibile scaricare gratuitamente, la versione integrale in lingua italiana.
Sperando di potervi essere stata d'aiuto, vi auguro un buon ascolto, Claudia